Terremoto in Emilia

Il terremoto ha colpito in modo selettivo, accanendosi soprattutto su edifici fatiscenti o intrinsecamente fragili, perché costruiti con tecniche povere, in passato.
Ciò che brucia di più è invece leggere l’inventario dei disastri su edifici nuovi, residenziali o produttivi.
Il terremoto ha evidenziato molte fragilità che sono figlie di un modo speculativo di costruire: un modo che si accontenta del minimo, che rispetta pedissequamente la legge anche laddove questa è palesemente insufficiente. Un modo dove la competenza professionale è considerata un impiccio, più che una risorsa e dove le buone pratiche sono relegate all’ambito della nostalgia. Quanti muratori di oggi hanno il tempo e la paga sufficienti per innalzare un solido muro? Qual’è l’ambito dove non si compete in modo forsennato al ribasso?
Il terremoto ci interpella su come ricostruiremo. Dovunque come prima? Perché mai?
La nuova legge urbanistica regionale apre nuovi spazi di progettazione. A noi esplorarli, con determinazione e cura.

 

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