…e se spostassimo la stazione?

Anno 1873: la ferrovia Mantova Modena e’ completata.  A quel tempo Carpi era ancora racchiusa entro le mura e la nuova stazione segno’ l’inizio dell’urbanizzazione dell’area est e dell’insediamento di nuove attività industriali. In stazione ci si andava a piedi, o in calesse e l’accessibilita’ era garantita dall’ampio viale che la collegava alla porta (Barriera Fanti).

Oggi la situazione e’ profondamente cambiata. La popolazione urbana che in origine era concentrata all’interno dei circa 50 ettari della citta’ storica oggi e’ sparsa su una superficie piu’ che decuplicata. Inoltre la stazione serve un ampio interland, per la presenza, a Carpi, di scuole superiori, ospedale e altre strutture di utilita’ sovra-comunale.        Se la vicinanza al centro era, un tempo, di grande utilita’, oggi tale posizione si traduce in un disagio: difficolta’ di accesso, difficolta’ di parcheggio, presenza di traffico che allunga i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici di collegamento.

Dal lontano 1873 la citta’ e’ progressivamente cresciuta verso ovest, facendo del sistema stradale l’asse portante del suo sviluppo urbano. Sulla tangenziale Bruno Losi si e’ concentrata l’edilizia scolastica, quella sportiva e, piu’ a ovest, la principale area commerciale. La stazione e’ rimasta relegata ai margini orientali della città: il suo sviluppo non puo’ pero’ avvenire nel luogo dov’è ora, a causa dei disagi di collegamento indicati.

Se osserviamo la mappa della città di Carpi ci accorgiamo facilmente che c’è un ‘punto focale’ dove la ferrovia  interseca la strada per Mantova. Li’ è già stato realizzato un importante sovrappasso. Realizzando una nuova stazione ferroviaria in quel punto si otterrebbe la naturale integrazione delle reti di comunicazione stradale e ferroviaria oltre a creare i presupposti per un nuovo modello di sviluppo urbano che può contare sull’ampia dotazione di aree per servizi, a ovest della via Bruno Losi. La nuova stazione sarebbe facilmente accessibile da tutta la periferia urbana e dalle frazioni, oltre che dai comuni limitrofi non dotati di ferrovia. In futuro, la nuova infrastruttura potrebbe integrarsi con un nuovo casello autostradale nei pressi di Budrione, a servizio dell’area nord delle Terre d’argine e per i vicini comuni del reggiano. La tangenziale Bruno Losi ha spazio per crescere, la fascia verde che la costeggia può ospitare piste ciclabili e, se si vuole, anche una strada riservata agli autobus.

La stazione attuale potrebbe rimanere come ‘fermata’ di una linea ferroviaria destinata a svolgere le funzioni di una metropolitana. Lo spazio dei binari in eccesso potrebbe essere ricuperato a favore del centro città e degli edifici che a contornano; primo fra tutti l’ex consorzio agrario. In questo modo sarebbe inoltre reso più agevole il collegamento tra centro, zona est e Parco Lama.

 

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